«Continuare a garantire un futuro di prosperità ai giovani: i giovani, le luci della Svizzera che brillano nel mondo, saranno loro e il loro futuro al centro della politica del governo nel 2014.»

(dall’allocuzione del 1. Gennaio 2014 del presidente della Confederazione Didier Burkhalter)

Didier Burkhalter Presidente della Confederazione

Didier Burkhalter Presidente della Confederazione

Il rischio di disoccupazione legato alla transizione tra formazione e inserimento nel mondo del lavoro è più elevato per i giovani che per altre persone professionalmente attive, in particolare per il fatto che i primi si trovano «inesperti» per ciò che attiene la ricerca impiego e sebbene ricchi di conoscenze teoriche, sono spesso «sprovvisti» di esperienza professionale. D’altro canto invece le aziende cercano personale non solo qualificato ma anche con esperienza. E’ cosi che si crea il circolo vizioso legato alla disoccupazione giovanile. Se è pur vero che la disoccupazione giovanile rappresenta un fenomeno ciclico, e anche verosimile che il precariato giovanile è direttamente proporzionale alla congiuntura, e che negli ultimi anni questa tendenza è andata via via aggravandosi e continua a destare preoccupazione anche per il futuro. È risaputo che vivere un periodo di transizione professionale durante questa fase assai delicata, può avere un effetto significativo su tutto l’arco della carriera professionale, a maggior ragione se questo periodo si protrae nel tempo dalla fine degli studi.

Il fenomeno della disoccupazione giovanile, oltre a toccare i giovani e la loro cerchia più stretta in prima persona, rappresenta altresì un problema che tocca la società intera: da una parte, si è confrontati con una «non produttività» di potenziale forza lavoro e questo incide sull’economia, sui consumi e sul tessuto sociale svizzero; dall’altra, i giovani non solo perdono la convinzione di essere «utili alla società», ma possono sviluppare tendenze depressive e sintomi psicosomatici che a loro volta influenzano negativamente il loro inserimento nel mondo del lavoro e nella società più in generale.

Fatte queste considerazioni, il supporto ai giovani in questa fase di transizione diventa una scelta necessaria, utile e vincente.