La disoccupazione giovanile in Svizzera e in Ticino: qualche cifra

Seppur i dati relativi al nostro paese non raggiungano i livelli drammatici dei nostri vicini europei, sono ormai diversi anni che la preoccupazione legata a questo problema, sia a livello politico sia a livello economico oltre a quello sociale, richiede interventi concreti. Dati recenti indicano a livello svizzero, un aumento del tasso di disoccupazione dei giovani in entrata nel mercato del lavoro dal 4,6% all’8,5% nel periodo tra il 1996 e il 2011. Sempre la medesima fonte indica parallelamente che la percentuale di offerte d’impiego indirizzate ai giovani in entrata nel mercato del lavoro in rapporto alle opportunità di lavoro per persone qualificate si è ridotta della metà, passando dal 36% del 2001 al 18% del 2012.

Oltre a questi dati già di per sé emblematici, sono da aggiungere 2 altri elementi che rendono critica la fase di passaggio tra lo studio e il mondo del lavoro: il primo già citato sopra è la richiesta di esperienza da parte delle aziende ai giovani neo-qualificati, a questo va aggiunto l’inasprimento della LADI da aprile 2011 (Legge sull’Assicurazione contro la Disoccupazione) nei confronti dei giovani neo-diplomati.

I dati relativi al Ticino mostrano regolarmente, insieme ad alcune regioni romande, un tasso di disoccupazione significativamente più elevato rispetto alla media Svizzera, dovuto ad una situazione congiunturale più sfavorevole di queste regioni. In Ticino il tasso di disoccupazione giovanile (20-24 anni) a fine dicembre 2012 mostrava una percentuale dell’ 8.6 contro il 3.6 a livello Svizzero. Va aggiunto che questo parametro non tiene conto dei giovani senza lavoro che non sono iscritti agli uffici regionali di collocamento; un recente sondaggio pubblicato sul quotidiano «La Regione Ticino» indica in questo senso valori superiori al 20% di disoccupazione giovanile relativi al nostro Cantone.

A fronte di questi dati e per cercare di arginare un fenomeno che colpisce migliaia di ragazzi in ogni Paese europeo, Svizzera inclusa, sono indispensabili nuove proposte formative e il conseguente sostegno finanziario (pubblico e/o privato), non solo per favorire la costante crescita economica e lo sviluppo del benessere generale, ma anche per facilitare un accesso al lavoro, che valorizzi le competenze delle persone e dei giovani in particolare.